Fumo lento? No, fumo caro. Ma la Svizzera è vicina.

Il nuovo aumento del prezzo del tabacco, entrato in vigore il 16 gennaio scorso “grazie” alla Legge di Bilancio, tocca anche i sigari e il tabacco per pipa.

Alla base dei rincari c’è l’aumento progressivo dal 2023 dell’accisa minima, che aumenta quest’anno di circa l’8,5%. Ulteriori aumenti sono programmati ancora per i prossimi anni, con incrementi che porteranno l’accisa a crescere di oltre il 30% complessivo entro il 2028.

Di conseguenza si farà sempre più ampia la differenza con il costo del tabacco all’estero e, in primo luogo, nella vicina Svizzera.

Prendiamo, ad esempio, una confezione di Rattray’s Black Virginia da 100 grammi. In Italia ora costa 54 euro (540 euro al chilo). In Svizzera lo stesso quantitativo del medesimo tabacco costa 34 euro (340 euro al chilo).

Una latta da 50 grammi di Peterson Old Dublin che in Italia costa oggi 25,70 euro (514 euro al chilo), in Svizzera costa 14,40 euro (280 euro al chilo).

Il Solani n. 131 nella scatola da 50 grammi nel nostro Paese costa 37 euro, aldilà del confine resta a 16 euro, dunque meno della metà.

Meglio non parlare, infine, di alcuni tabacchi pregiati come i Cornell & Diehl o i Gl Pease che in Italia, pur essendo introvabili, sono nel listino dell’Agenzia delle Dogane al prezzo di 900 euro al chilo e con il costo in latta da 50 grammi a 45 euro. In Svizzera la maggior parte delle latte da 57 grammi dei due marchi è a 22 euro (385 euro al chilo), anche in questo caso meno della metà.

Per i fumatori di pipa, dunque, la Svizzera è sempre più vicina e vale una gita. Ricordando, come sempre, che si può tornare in Italia con 250 grammi di tabacco a persona.